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I CAPITANI LILLA - RICKY TALARINI, IL FEDELISSIMO LILLA


   

I CAPITANI LILLA - RICKY TALARINI, IL FEDELISSIMO LILLA

"L'A.S.D. Legnano? Non è il mio Legnano"

 

Quarta puntata della nostra rubrica dedicata ai capitani lilla con una vera bandiera del calcio lilla: Ricky Talarini, intervistato dal nostro Paolo Zambon.

Quattrocentouno partite in maglia lilla in ben sedici stagioni fanno di Talarini il fedelissimo per eccellenza, al primo posto della classifica degli alfieri lilla davanti a Lamera (fermo a 390 incontri) e Lesca (389).

Nato a Parabiago (MI) il 14 settembre 1942, il roccioso e superaffidabile difensore lilla ha costituito per molti pacchetti arretrati della storia calcistica legnanese (e per i tanti allenatori che lo hanno avuto in rosa) una vera sicurezza, un punto di assoluto riferimento. Amatissimo dai tifosi lilla, il suo spirito di abnegazione e l'attaccamento alla maglia lo hanno reso una delle figure più importanti della storia dell'A.C. Legnano.

Ricky Talarini

[Archivio www.statistichelilla.it]

 

 

 

Con 401 presenze in 16 campionati Ricky Talarini è il fedelissimo in maglia lilla per eccellenza. Cosa provi nel vedere il calcio moderno dove un Pirlo della situazione può passare tranquillamente dall'Inter al Milan alla Juve, venendo comunque osannato come un grande calciatore?

"Il calcio moderno è molto cambiato rispetto a quello del passato. Negli anni '60 e '70, quando giocavo io, i calciatori erano molto più legati alla maglia, e questo anche perché circolavano molto meno soldi e la stessa gestione dei cartellini era decisamente più legata alla volontà delle società calcistiche. Io, ad esempio, quando sento parlare dell'A.C. Legnano, ho ancora il cuore che mi batte forte, come se fosse veramente una parte di me che non mi ha mai lasciato e che, soprattutto adesso che non c'è più, mi manca tantissimo."

 

Hai giocato per tutta la presidenza Terreni, l'ultima presidenza del Legnano durante la quale si è inseguito il sogno di un ritorno tra i cadetti. Cosa ricordi di questo "vulcanico" presidente?

"Quell'uomo era uno spettacolo! Ricordo soltanto tante cose belle, considerato che Terreni era davvero un presidente super-tifoso. Pensa che aveva l'usanza di parlare in dialetto legnanese e nei momenti difficili era solito venire negli spogliatoi per tirarci su il morale. Questo per tutti noi era davvero un grande stimolo e penso che chiunque abbia giocato nel Legnano o seguito la squadra durante la presidenza Terreni non potrà che avere un ricordo nostalgico di quei tempi."

 

Una formazione del Legnano impegnata nel campionato di Serie C 1969/70

Da sinistra in piedi: Castellazzi, Bosani, Ulivieri, Lesca, Brenna, Lojacono.
Da sinistra accosciati:
Talarini, Barbazza, Proietti Farinelli, Zanelli, Melgrati.

[Archivio www.statistichelilla.it]

 

Lupi, Sassi e Facchini: chi fu il miglior allenatore?

"Tutti e tre sono stati allenatori bravissimi, ognuno con il suo carattere e il suo modo di insegnare calcio ma, ad ogni modo, ciascuno capace di lasciare il segno. Lupi era un genovese che aveva giocato anche in serie A. Come allenatore, tutti lo ricordiamo come una sorta di 'sergente di ferro' che teneva tantissimo alla serietà sia negli spogliatoi che sul campo. Era capace con la sua sola presenza di metterti sull'attenti, ma ti insegnava cose che non potevi dimenticare e che anche io - che ho esordito con lui in maglia lilla - mi sono portato dietro per tantissimi anni. Sassi era invece totalmente diverso. Era molto più tranquillo e permissivo. Ricordo che aveva questo negozio in centro e aveva spesso l'usanza di invitare tutta la squadra a casa sua dopo gli allenamenti dove ci si soffermava a parlare del più e del meno. Anche lui era molto preparato e con lui ho vinto il mio ultimo campionato, con il passaggio dalla Serie D alla Serie C che, proprio quell'anno, fu trasformata in una categoria di professionisti, con tutti i problemi che ne sono poi derivati nel tempo. Facchini da ultimo era simpaticissimo. Aveva sicuramente una grande esperienza con le categorie superiori ed era decisamente maniacale nel preparare gli schemi da adottare in campo, tanto che nel corso degli allenamenti dedicava molto meno spazio alla parte atletica pur di inculcarci la sua visione di gioco. Anche lui, devo dire, mi ha insegnato davvero molto."

 

Cosa è cambiato e cosa no nel tifoso lilla dal 1963 al 2011?

"E' tanto che non vado a vedere il Legnano per cui non posso certo farti un confronto con il tifoso di oggi. Certamente il tifoso del Legnano anni '60 - '70 era una persona molto educata che non perdeva mai occasione per fermarti a parlare anche per strada e, soprattutto, anche quando perdevi, trovava il modo di farti sempre sentire importante e ti voleva davvero bene. Pensa che ancora oggi incontro in giro un sacco di persone che si ricordano di me e dei tempi in cui giocavo nel Legnano."

 

Come puoi descrivere a chi, come me, non ha avuto la possibilità di vederlo giocare, il calciatore Talarini?

"Un giocatore di un metro e settanta con una tecnica molto limitata ma con una generosità e un amore per la maglia fuori dal comune. Ricordo che soprattutto Lupi amava la grinta con cui ero solito entrare in campo e tantissimi tifosi lilla mi chiamavano il 'Burnich' del Legnano per quella famosa 'terza gamba' che sembrava comparire all'improvviso nei recuperi che ero solito fare anche quando ormai tutti avevano l'impressione che l'avversario mi avesse saltato definitivamente. Se ho lasciato un segno nella tifoseria lilla, più che per il numero di presenze, penso che sia stato per queste mie caratteristiche, quelle che ancora oggi mi caratterizzano quando mi siedo in panchina come allenatore e mi portano a non voler mollare mai."

 

401 presenze in maglia lilla e due sole reti: ti ricordi ancora in quali occasione le segnasti?

"Come potrei dimenticarmele? Tieni presente che all'epoca il gioco del calcio era molto diverso da oggi ed era davvero un'eccezione che un difensore potesse avanzare oltre la metà campo. Solo negli anni di Facchini e Sassi ho iniziato a 'sganciarmi' molto di più e ricordo tanti gol fatti dagli attaccanti - in particolare Tomi e Brenna - su miei cross che provenivano dalle fasce. Per quanto mi riguarda, ricordo un mio gol di testa al 90' nella sconfitta per 3-1 contro la Solbiatese nel 1969 e soprattutto il gol in mezza rovesciata - che ci valse poi la vittoria esterna per 1-2 - a Verbania nell'aprile del 1971. Ricordi bellissimi che ancor oggi mi fanno ritornare giovane."

 

Ricordi ancora il tuo esordio in maglia lilla?

"Certamente. Ho esordito da titolare con Lupi in Cremonese - Legnano 2-0 nel campionato '62-'63."

 

Dopo aver smesso di giocare non hai mai abbandonato la tua passione per il calcio e hai allenato molte squadre. Che differenze trovi nel modo di intendere il calcio da parte dei giocatori che alleni o hai allenato rispetto quello dei tuoi tempi?

"Tieni presente che parliamo di livelli differenti, ma al giorno d'oggi il calcio non è più una passione 'esclusiva'. Un tempo per noi era una sorta di esperienza 'totalizzante' nel senso che la partita e il suo risultato finivano per condizionare per tutta la nostra settimana. Pensa che, ai tempi in cui giocavo, mia moglie, quando tornavo dalla partita, riusciva a capire anticipatamente, in base a come suonavo il campanello, se avevo vinto o perso. Adesso invece ci sono troppe distrazioni e interessi paralleli. I ragazzi vengono negli spogliatoi con il telefonino, durante la partita si chiedono cosa faccia il Milan o la Juventus e, alla fine, che si sia vinto o si sia perso, la cosa più importante è organizzare comunque l'aperitivo per la serata con gli amici. Sono tempi diversi e io, francamente, continuo a preferire i miei."

 

Come è cambiato il Talarini giocatore da quando è passato dall'altra parte della barricata in panchina?

"Se devo proprio darmi una definizione, mi ritengo un po' come il Lupi di una volta. Ci tengo moltissimo agli orari, alla presenza e all'attenzione durante gli allenamenti, così come considero fondamentali elementi come la corretta alimentazione e il riposo per gli atleti. In panchina, invece, ho conservato il carattere un po' impulsivo che avevo anche da giovane e alla domenica, quando vedo qualche giocatore che non da il massimo di se o magari alla fine si perde, mi capita spesso di perdere letteralmente le staffe e tornare a casa stanco morto come se la partita l'avessi giocata effettivamente io."

 

Campionato di Serie D 1977/78, l'ultima stagione dei Capitan Talarini.

 Da sinistra a destra, in piedi: Sartorel, Fornara, Rota, Cribio, Xotta, Sassi (allenatore)
Accosciati: Gaurnieri, Capocci, Fumagalli, Talarini (cap), Grandi, Cautillo,
Aldo Marinoni (massaggiatore)

[Foto tratta da "Un secolo di Calcio a Legnano" - Geo Edizioni]

   

Come ti fa sentire il fatto di essere il giocatore con più presenze in maglia lilla (e il fatto che nessuno ormai ti potrà più superare o raggiungere)?

"Sono orgoglioso di questo risultato, anche perché l'A.C. Legnano continuerà sempre ad essere una parte di me. Sapessi quante volte mi è capitato, anche ultimamente, di passare dal mio 'vecchio' Pisacane e provare i brividi al pensiero che oggi il Legnano non c'è più. Mi fermavo fuori dallo stadio e guardavo dalle fessure il campo abbandonato e ripensavo a tutti gli anni passati fra quelle mura. Ogni volta mi veniva una stretta al cuore."

 

A questo proposito, che idea ti sei fatto dell'A.S.D. Legnano, ovvero la nuova realtà calcistica che si ripropone di rinverdire i fasti dell'A.C. Legnano?

"In tutta franchezza, il solo sentire il nome Legnano mi fa piacere, però mi rendo conto che non è affatto facile per i tifosi accettare questa nuova realtà, perché questo non è il Legnano, o meglio, non è il 'mio' A.C. Legnano. Capisco tutti i problemi e le difficoltà inevitabili che si incontrano nel mettere in piedi ex novo una realtà calcistica, ma il mio Legnano rimarrà sempre e solo l'A.C. Legnano. Considerami pure un nostalgico, ma anche quest'anno, quando sono stato chiamato per partecipare alla cerimonia di inaugurazione dello stadio, al termine della presentazione, me ne sono andato, preferendo non assistere alla successiva partita dell'ASD perché la cosa mi avrebbe messo una tristezza incredibile. Oggi come oggi, quando posso, preferisco andato a vedere le partite del mio nipotino."

 

Il tuo nipotino Matteo che, guarda caso, è il 'perno' della difesa della mia squadra di Esordienti a San Vittore Olona un po' come il nonno, a suo tempo, era uno dei cardini della difesa lilla. Che impressione fa a nonno Talarini vedere le partite di suo nipote e come considera Matteo i consigli che gli arrivano da una ex bandiera del grande Legnano?

"Ti dirò, la prima volta che ho visto Matteo su un campo da calcio mi sono chiesto cosa c'entrasse con il pallone, tanto era scoordinato e imbranato. Oggi, vedendo gli enormi miglioramenti che ha fatto sono veramente orgoglioso di lui, anche se non sono affatto il nonno che affligge il nipote perché gli vuole a tutti i costi inculcare qualcosa di suo. Vengo sempre molto volentieri a vederlo e rispetto il lavoro dei suoi allenatori che sono convinto stiano facendo cose egregie con lui."

 

Paolo Zambon – www.statistichelilla.it

     

 

La scheda di Ricky Talarini

       

Riccardo "Ricky" TALARINI

ruolo:

Difensore

nazionalità:

Italiana

data di nascita:

14-09-1942

luogo di nascita:

Parabiago (MI)

Campionati precedenti

Campionato

Squadra

Serie

Presenze

Goal

1977/78 Legnano D 25 0
1976/77 Legnano D 30 0
1975/76 Legnano D 29 0
1974/75

Legnano

C

21 0
1973/74

Legnano

C

28 0
1972/73

Legnano

C

34 0
1971/72

Legnano

C

33 0
1970/71

Legnano

C

36 1
1969/70

Legnano

C

35 0
1968/69

Legnano

C

25 1
1967/68

Legnano

C

34 0
1966/67

Legnano

C

34 0
1965/66

Legnano

C

31 0
1964/65

Legnano

C

3 0
1963/64

Legnano

C

1 0
1962/63

Legnano

C

2 0

 

 

La partita di esordio di Ricky Talarini in maglia lilla

 

Campionato serie C girone A 1962/63

26 maggio 1963 - XVI giornata di ritorno

 

Cremonese-Legnano 2-0 (1-0)

GOL: 37’ Baffi, 71’ Borella

 

CREMONESE: Bottoni, Mizzi, Calza, Taddia, Grainer, Ravani, Matassini, Belloni, Baffi, Ogliari, Borella.

LEGNANO: De Lorenzi, Talarini, Mariani, Pogliana, Misani, Colombo Speroni, Marchiandi, Pereni, Broggi, Lamera, Gerosa.

ARBITRO: Trucillo di Venezia.

 

 

 


 

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