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  LILLA
 
  IL SERIO ED IL FACETO  
  Vi raccontiamo una storia...  
     
 

 
 

Quando una certa testata era sponsor dell'A.C. Legnano

[Campionato Serie C2 gir. A 2000/01 - foto tratta da "Un secolo di calcio a Legnano"]

 
     
 

Vi raccontiamo una storia.

Anni fa, in sala stampa, durante la reggenza di quel tale di Roma preso dalla discarica del Tufello e portato qua a fare da parafulmine a tre scappati di casa con macchina targata San Marino, con un malloppone di multe sul cruscotto ed un florida azienda in Regno Unito che nessuno ha mai visto, ci siamo trovati bloccati da alcuni buttafuori.

Il tizio col sigaro in tribuna ci ha guardato come si guarda la merda, convinto che quello ormai era il suo territorio di caccia e che nessuno avrebbe avuto il diritto di dire alcunchè vietandoci l'ingresso negli spogliatoi per le consuete interviste.

Furono allora i giocatori a rompere queste, chiamiamole "regole", uscendo fuori verso la tribuna per parlare con noi.

Furono i giocatori ad alzare la testa convinti che quella situazione irreale dovesse prima o poi cambiare. Poi furono i tifosi, tanti tifosi.

Infine fu la Procura.

Ma sappiamo tutti come purtroppo sia andata quella storia.

Ci si svegliò troppo tardi.

 

Torniamo ad oggi

L'A.C. Legnano non esiste più.

Oggi esiste l'A.C. Paolillo, una società basata sul "fastidio" (reciproco) nei confronti di coloro che non sono "allineati e coperti" e che è riuscita in brevissimo tempo a bruciare col napalm dell'arroganza ogni terreno verde e fertile nel raggio di chilometri dallo stadio Mari.

Oggi esiste una società capace di prendere di mira i giornalisti "non allineati" che fanno dei diritto di cronaca (tra l'altro per tre spicci in euro) la propria missione.

Così capita che se uno di loro faccia un articolo di cronaca parlando della scomparsa delle magliette da dare un beneficenza per voce del diretto interessato nonchè creatore dell'evento, vada di mezzo un suo collega, che ha la sola colpa di lavorare per la medesima testata.

E dire che la stessa testata anni fa era proprio lo sponsor di questa maglia, che però allora era lilla e portava allo stadio migliaia di tifosi che pensavano a tutto fuorchè alle beghe societarie.

Abbiamo lasciato il calcio Legnano alla data del fallimento dello stesso, convinti che non ce ne saremmo più occupati, schifati da persone che l'hanno sotterrato facendone un carrozzone.

Lo riprendiamo adesso e vediamo che non è cambiato nulla, anzi.

I tifosi invece che pensare al campo, pensano alla cordata futura, a quello che arriverà e che potrà riportarli laddove loro compete, senza giornalisti respinti in maniera arrogante, senza maglie color ramarro, senza giovanili che giocano in 9 con i calzettoni rossi perdendo 17 a 0 col Lainate, senza essere ultimi in classifica dietro a realtà di 7000 abitanti, senza diktat su come tifare allo stadio. 

Ma oggi il panorama è purtroppo questo: una società che ha creato solchi ormai profondi e che invece che chiedere scusa a tutti per un avvio di campionato non proprio felice, e non intendiamo per i risultati sul campo, si chiude a riccio manco 103 di storia fossero della sacra famiglia di Barletta. Noi siamo tifosi dell'A.C. Legnano e non conosciamo l'A.C. Paolillo.

Conoscevamo invece un giocatore incredibile che nel 1982 ci fece sognare insieme ad una grande squadra, forse la migliore di sempre da noi vista, e soprattutto ad un grande Presidente dal quale qualcuno dovrebbe prendere esempio per poter tornare con i piedi ben saldi a terra.

 

 
     
  Lunedì 7 novembre 2016 - ore 12.30  

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