LEGNANO – Giudice Sportivo, mano pesante. Anzi, pesantissima. Il turno infrasettimanale della V giornata di ritorno del girone A di Eccellenza, giocato giovedì sera al “Mari”, lascia al Legnano non solo un risultato amarissimo sul campo (1-4 contro l’Alta Brianza Tavernerio), ma soprattutto una doppia mazzata disciplinare che fa discutere – e molto.
A finire nel mirino del Giudice Sportivo sono Gianluca Porro e Kristiyan Trenchev, colpiti da sanzioni che, per entità e tempistiche, sembrano andare ben oltre quanto visto in campo.

Il fallo di Trenchev
Partiamo dall’episodio che ha indirizzato definitivamente la gara: il rigore dello 0-2, nato da un fallo del giocatore bulgaro in area. Un intervento ingenuo, sì. Evitabile, certo. Ma davvero così grave da giustificare una squalifica per tre giornate effettive per “condotta violenta nei confronti di un avversario”? La sensazione è che si sia passati rapidamente dal giudizio tecnico a una lettura punitiva, senza proporzione tra gesto e conseguenze.
Ancora più clamoroso il provvedimento nei confronti di mister Porro. Per l’allenatore lilla arriva una squalifica fino al 6 aprile 2026, praticamente due mesi fuori dalla panchina, “per condotta irriguardosa e offensiva nei confronti della terna arbitrale”. Un virgolettato che pesa come un macigno e che lascia spazio a più di una domanda: quali parole, quali toni, quale reale gravità giustificano una sanzione di questo tipo, in un contesto che – piaccia o no – fa parte del calcio, soprattutto dopo decisioni contestate?
Il Legnano esce dal “Mari” con le ossa rotte sul piano del risultato, ma soprattutto con la sensazione di essere stato colpito due volte: prima dal campo, poi dalle decisioni del Giudice Sportivo. Una doppia sanzione che rischia di condizionare pesantemente il prosieguo della stagione, privando la squadra del proprio allenatore per un periodo lunghissimo e togliendo una pedina difensiva importante come Trenchev.

