LEGNANO – Gratitudine, fatica, orgoglio e un pizzico di amarezza. Sono questi i sentimenti che emergono dalle parole di Gianluca Porro, che in una lunga intervista ha tracciato un bilancio della sua esperienza sulla panchina del Legnano, conclusasi con la decisione della società di affidare ad altri la guida tecnica per la prossima stagione.
Ripensando all’annata appena terminata, il tecnico lilla mette subito in primo piano il lato umano dell’esperienza vissuta: “Prima di tutto, e non per convenzionalità di rito ma perché lo sento davvero, provo un grande senso di gratitudine. Gratitudine anzitutto verso Sergio Zoppi per avermi dato questa possibilità. Gratitudine perché Legnano mi ha riacceso la passione di allenare“.
Parole che testimoniano il forte legame creatosi con l’ambiente lilla durante i mesi trascorsi al Mari.:”Era il tipo di piazza di cui avevo bisogno dopo le esperienze passate: una realtà capace di farmi ritrovare entusiasmo, alimentato partita dopo partita”.
Accanto alla soddisfazione, Porro non nasconde però le difficoltà affrontate durante la stagione: “Ho finito la stagione oggettivamente stremato, senza energie. Però questa stanchezza si accompagna anche alla serenità di avere la coscienza a posto, perché credo di aver dato davvero tutto, fino all’ultima ora di sonno”..
Un impegno totale che, secondo l’ormai ex allenatore lilla, rappresenta la naturale prosecuzione del percorso iniziato nella stagione precedente: “Ho cercato di dare continuità alla cavalcata dell’anno scorso, che già di per sé era stata qualcosa di non banale“.
Proprio sul confronto tra le ultime due annate arriva una riflessione interessante: “Quest’anno è normale che arrivino le lodi, perché la squadra era stata costruita con ambizioni importanti. Però io continuo a pensare che quanto fatto l’anno scorso sia stato ancora più straordinario“.
L’obiettivo playoff è sfumato per una sola lunghezza e questo resta il principale rammarico: “Non ci siamo arrivati per un punto, per dettagli, per episodi, per tante situazioni. Rimane però la consapevolezza di aver dato il massimo”.
Da qui nasce un bilancio inevitabilmente caratterizzato da sentimenti contrastanti: “Da una parte c’è la soddisfazione per il lavoro svolto insieme a Valerio, ai ragazzi. Dall’altra resta inevitabilmente un po’ di amarezza per non essere riusciti a centrare l’obiettivo playoff“.
Più sorprendente, invece, la risposta alla domanda sulla mancata riconferma. Porro ammette infatti di aver intuito da tempo quale sarebbe stato l’esito finale: “Se devo essere sincero, non mi aspettavo la conferma. L’evoluzione del rapporto con la dirigenza, soprattutto nel periodo compreso tra dicembre e giugno, mi aveva fatto intuire quale potesse essere l’epilogo».
Il tecnico riconosce come il mancato raggiungimento dell’obiettivo stagionale abbia inevitabilmente inciso sulla scelta della società: “Al di là delle cause, delle motivazioni o delle giustificazioni che possono spiegare il mancato raggiungimento dell’obiettivo, resta il fatto che quell’obiettivo non è stato centrato e questo rende legittima la scelta di voler cambiare guida tecnica“.
Nonostante ciò, la speranza di proseguire il percorso insieme al Legnano non è mai venuta meno: “Detto questo, non nascondo che fino all’ultimo ci ho sperato. Ho sempre parlato di Legnano con lo stesso entusiasmo del primo giorno“.
Porro torna poi su un concetto che aveva accompagnato fin dal principio la sua avventura in lilla: quello della costruzione: “La parola che ho utilizzato fin dall’inizio è sempre stata una: costruzione. E costruire, per definizione, richiede tempo“.
Un’idea che andava oltre il semplice risultato immediato: “Quando mi venne chiesto quali fossero gli obiettivi stagionali, risposi che sarebbe stato sbagliato ridurre tutto a una questione puramente numerica. L’obiettivo principale era costruire qualcosa di solido“.
La riflessione finale sintetizza probabilmente meglio di ogni altra il pensiero dell’allenatore: “Tra vincere ed essere pronti a vincere esiste una differenza enorme. Il nostro compito era arrivare il prima possibile a essere pronti per vincere, creando le basi necessarie per farlo“.
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