LEGNANO – Il furto dello steccato utilizzato per le corse di preparazione al Palio di Legnano ha scosso profondamente il mondo contradaiolo. Nella notte tra lunedì e martedì ignoti hanno sottratto una struttura che, al di là del suo valore economico, rappresenta uno degli elementi simbolici della macchina organizzativa che ogni anno accompagna la manifestazione.

Il Collegio dei Capitani e delle Contrade ha espresso tutto il proprio sconcerto in un lungo comunicato firmato dal Gran Maestro Alessandro Airoldi e dal Vice Gran Maestro Jody Testa.
“Si tratta di un episodio che lascia sgomenti non soltanto per il danno economico arrecato, ma soprattutto per il valore simbolico e morale del bene sottratto. Lo steccato non rappresenta infatti un semplice insieme di strutture materiali: esso è parte integrante del Palio, della sua storia, della sua tradizione e del lavoro instancabile che, anno dopo anno, centinaia di persone svolgono con passione, dedizione e spirito di servizio.”

Il Collegio parla di un gesto “vile“, capace di colpire “un patrimonio di tutta la cittá“, sottolineando come il furto rischi di alimentare “interrogativi e preoccupazioni sul futuro di una tradizione che dovrebbe essere custodita e rispettata da tutta la comunità“.

Nel comunicato viene inoltre rivolto un appello alle istituzioni cittadine: “Chiediamo che l’Amministrazione Comunale, la Fondazione Palio e tutte le istituzioni cittadine ci siano vicine nell’affrontare questo momento difficile, dimostrando concretamente quanto Legnano sappia essere unita quando vengono colpiti i suoi valori più autentici.”
Parole forti, che fotografano lo stato d’animo di un mondo profondamente colpito da quanto accaduto e che confidano nel lavoro delle forze dell’ordine affinché i responsabili vengano individuati e il materiale possa essere recuperato.
Ma proprio questo episodio potrebbe offrire anche l’occasione per una riflessione più ampia.

La pista con lo steccato rubato
Da anni il Palio di Legnano convive con una situazione che appare sempre più difficile da sostenere. Le corse di addestramento si disputano in un terreno agricolo adattato temporaneamente a pista, privo di tribune, servizi e infrastrutture adeguate. Un’area isolata che, terminata la stagione delle prove, rimane esposta alle intemperie e, come dimostra quanto accaduto, anche agli atti vandalici e ai furti.
Il problema, quindi, rischia di andare oltre il semplice costo dello steccato sottratto.
Se il Palio vuole davvero compiere un salto di qualità, forse è arrivato il momento di aprire una discussione concreta sulla realizzazione di una sede stabile, moderna e sicura, capace di ospitare la manifestazione dalle corse di addestramento fino al Palio, restando poi a disposizione della città per eventi sportivi, musicali e culturali che gli garantirebbero la sostenibilità economica.Una struttura permanente, per forza di cose a fianco del Castello, significherebbe maggiore sicurezza, una migliore tutela del patrimonio del Palio e condizioni di lavoro più adeguate per fantini, contrade e organizzatori.
In quest’ottica, il tema non dovrebbe essere quello di reperire le risorse necessarie per sostituire lo steccato rubato. Le Contrade hanno dimostrato negli anni una notevole capacità organizzativa ed economica e di certo sapranno far fronte al problema rimboccandosi le maniche, come sanno fare. La vera sfida sembra piuttosto quella di costruire una progettualità condivisa, sostenuta da una chiara volontà politica e istituzionale, che permetta al Palio di dotarsi finalmente di una casa all’altezza della sua storia e del prestigio che rappresenta.
Perché il furto dello steccato è certamente una ferita. Ma sarebbe un errore limitarsi a curarne le conseguenze senza affrontarne le cause più profonde. Forse è arrivato il momento di trasformare questo episodio negativo nell’occasione per ripensare il futuro del Palio di Legnano.
(Foto Collegio del Capitani e delle Contrade)

