LEGNANO – Luigi Riva, per tutti Gigi, il campione e fuoriclasse azzurro, si è spento due anni fa, il 22 gennaio 2024, all’età di 79 anni, nella sua Cagliari, tradito dal cuore. È stato l’unico calciatore capace di far rivivere, nel calcio italiano del dopoguerra, la favola di Silvio Piola.
“Rombo di Tuono” lo battezzò Gianni Brera, per la potenza devastante del suo sinistro e per il modo imperioso di andare a bersaglio. Un orgoglio nazionale, per gli italiani in patria e per quelli all’estero.
La sua infanzia fu segnata dal dolore: perse prima il padre e poi la madre in tenera età. In collegio, attraverso una palla di cuoio, scoprì il calcio, trasformando quella passione in riscatto e vocazione.
Nato a Leggiuno (Varese), sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, il 7 novembre 1944, iniziò a giocare nelle giovanili del Laveno Mombello. A soli 18 anni approdò all’A.C. Legnano nella stagione 1962/63. Con la maglia lilla disputò una stagione in Serie C: 22 presenze e 6 gol, numeri già significativi per un giovane attaccante.

Gigi Riva in Nazionale Serie C 1962/63
Pur essendo il più giovane tra i titolari, Riva giocava già da calciatore maturo. Ala sinistra dal gioco duro e diretto, forte di piede e di testa, era capace di spaccare le partite.
Il suo primo gol in lilla arrivò il 21 ottobre 1962 allo stadio Giovanni Mari, in Legnano-Ivrea 3-0: rete all’85’, con un potente sinistro sotto la traversa.
Le qualità di Gigi Riva non passarono inosservate. Nel 1963, per 37 milioni e mezzo di vecchie lire, venne acquistato dal Cagliari, allora in Serie B. In Sardegna trovò l’ambiente ideale per crescere, esplodere e diventare leggenda.
Nella stagione 1963/64 trascinò i rossoblù alla storica promozione in Serie A, segnando 9 gol. Da quel momento il suo nome sarebbe rimasto indissolubilmente legato al Cagliari. Nonostante offerte faraoniche dei grandi club, rifiutò sempre di lasciare l’isola, per amore e riconoscenza verso la Sardegna.

Gigi Riva nella sua Legnano
Debuttò in Serie A il 19 settembre 1964 all’Olimpico contro la Roma. In dodici stagioni nella massima serie, tutte con il Cagliari, collezionò 289 presenze e 156 reti. Numeri che raccontano un fuoriclasse autentico, potente fisicamente e letale sotto porta.
Il sinistro di Riva era un marchio di fabbrica: micidiale, preciso, accompagnato da un’elevazione straordinaria che lo rendeva micidiale anche nel gioco aereo. Dopo ogni gol correva sotto la curva, braccia distese lungo i fianchi, gesto divenuto iconico.
Capocannoniere della Serie A nel 1967 (18 gol), 1969 (20) e 1970 (21), Riva guidò il Cagliari allo storico scudetto del 1969/70. Il titolo fu conquistato matematicamente il 12 aprile 1970, alla 28ª giornata, con la vittoria per 2-0 sul Bari, impreziosita da un suo gol.

Rombo di tuono contro il Brasile nel 1973
Con la Nazionale italiana scrisse pagine memorabili: Campione d’Europa nel 1968 e Vicecampione del Mondo nel 1970. Con 35 reti in azzurro è ancora oggi il miglior marcatore della storia della Nazionale, superando Giuseppe Meazza dopo 35 anni.
Indimenticabile il suo stacco di testa nella finale mondiale del 1970 contro il Brasile, sotto gli occhi di Pelé.
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La carriera di Riva fu però segnata da due gravissimi infortuni: il 23 marzo 1967, in amichevole contro il Portogallo, si fratturò il perone sinistro; il 31 ottobre 1970, a Vienna contro l’Austria, riportò la frattura del perone destro. Colpi durissimi che ne limitarono la longevità sportiva.
Conclusa definitivamente la carriera nel 1976, Riva rimase una figura simbolo del calcio italiano. Nel 2005 il Comune di Cagliari gli conferì la cittadinanza onoraria.

La targa dedicata a Gigi Riva allo Stadio Mari
Gigi Riva è rimasto anche nel cuore di Legnano. Quella maglia lilla, allo stadio Giovanni Mari, fu la rampa di lancio di un mancino leggendario. La città del Carroccio gli ha dedicato onori e riconoscimenti, tra cui la benemerenza civica nel 2022 e l’intitolazione della tribuna centrale dello stadio cittadino nel 2024, a pochi mesi dalla sua scomparsa.
Rombo di Tuono resta una bandiera di un calcio vero, duro e pulito. Una leggenda che ha segnato un’epoca, degna delle pagine più nobili della storia del calcio italiano.
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A cura di Carmelo Calabrò
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